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  • Avv. Francesco Ranieri

Il dipendente che non si vaccina può essere collocato in aspettativa senza stipendio.


Un interessante riflessione pubblicata sul "Quotidiano del lavoro" (edito dal Sole24ore) approfondisce il tema delle ripercussioni sul rapporto di lavoro della scelta del lavoratore di non assumere il vaccino anti-covid.

Richiamando l'applicazione del con scrupolo e prudenza delle regole e degli strumenti ordinamenti ed esclusa la possibilità di una risoluzione unilaterale appare corretto il richiamo ad una valutazione di idoneità del lavoratore alla mansione, tenuto conto delle specifiche mansioni disbrigate.

In caso di compromissione di tale inidoneità a causa dalla mancata vaccinazione (si pensi a chi presta la propria attività in contatto con la popolazione fragile), il datore avrebbe l’onere di collocare in smart working il dipendente oppure cambiargli le mansioni, ove possibile. Se nessuna di queste strade fosse percorribile, il datore potrebbe collocare il lavoratore in aspettativa non retribuita, facendo leva sulla sua situazione di temporanea inidoneità al lavoro. Se poi questa inidoneità si dovesse protrarre a lungo, trasformandosi da temporanea a definitiva, si potrebbe valutare un possibile licenziamento.

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